<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></title><description><![CDATA[Articolo di fondo di una testata giornalistica che non può esistere nella realtà]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png</url><title>Il Testimone Quotidiano</title><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Wed, 08 Apr 2026 22:22:10 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://iltestimonequotidiano.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[iltestimonequotidiano@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[iltestimonequotidiano@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[iltestimonequotidiano@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[iltestimonequotidiano@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Lo sguardo panottico]]></title><description><![CDATA[Lo sguardo panottico &#232; un occhio che vede tutto, una luce sempre accesa anche quando nessuno guarda davvero.]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/lo-sguardo-panottico</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/lo-sguardo-panottico</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Sat, 04 Apr 2026 19:58:42 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Lo <strong>sguardo panottico</strong> &#232; un occhio che vede tutto, una luce sempre accesa anche quando nessuno guarda davvero. Nasce come architettura che deve custodire e sorvegliare i corpi ma soprattutto educare le coscienze a autosorvegliarsi.</p><p>Cosa accade? L&#8217;essere umano impara una nuova postura, permettetemi la forzatura, metafisica: esistere come se si fosse osservati. Il panottico non impone, subdolamente suggerisce. Non punisce, prevede. &#200; una inquisitore senza volto.</p><p>Attenzione, c&#8217;&#232; un paradosso profondo nello sguardo panottico: pi&#249; pretende di vedere tutto, pi&#249; svuota ci&#242; che vede. L&#8217;esistenza diventa completamente trasparente, perde spessore. Dove non c&#8217;&#232; ombra, non c&#8217;&#232; profondit&#224;. L&#8217;individuo diventa un dato, un profilo. &#200; ci&#242; che non pu&#242; essere misurato come il dubbio, il sogno, la contraddizione, viene spinto ai margini come rumore di fondo.</p><p>Eppure, proprio l&#236;, nel punto cieco dello sguardo totale, nasce una possibilit&#224; di resistenza. Non una ribellione plateale, bens&#236; il diritto all&#8217;opacit&#224;. Essere non pienamente visibili significa preservare uno spazio in cui il pensiero non &#232; ancora comportamento e il desiderio non &#232; ancora norma. In quello spazio, l&#8217;umano ricomincia.</p><p>Sentirsi liberi. Un tempo la libert&#224; consisteva nel non essere schiavi, ora non consiste nello sfuggire allo sguardo panottico: impresa ormai impossibile con i Social.  Nessuno sguardo, per quanto vasto, pu&#242; esaurire il senso di ci&#242; che siamo. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L’ora più buia]]></title><description><![CDATA[L&#8217;umanit&#224; ha smarrito il desiderio stesso di cercare una strada percorribile.]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/lora-piu-buia</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/lora-piu-buia</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 20:16:15 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;umanit&#224; ha smarrito il desiderio stesso di cercare una strada percorribile. Oggi quell&#8217;ora pi&#249; buia non &#232; scandita da un orologio universale ma dal rumore delle guerre e dal silenzio, ancora pi&#249; assordante, dell&#8217;aridit&#224; umana. La nostra aridit&#224;.</p><p>Le guerre non sono una novit&#224;, piuttosto quello che rende il nostro tempo particolarmente inquietante &#232; la loro normalizzazione. I conflitti scorrono sugli schermi con la naturalezza di bollettini meteorologici. Numeri, appunto. Quando la sofferenza diventa statistica, l&#8217;empatia diventa un lusso. E cos&#236; l&#8217;orrore si consuma due volte: una sul campo di battaglia e l&#8217;altra nelle nostre coscienze anestetizzate di chi, da civilmente pi&#249; fortunato, osserva da lontano.</p><p>La guerra non devasta solo i territori, desertifica l&#8217;interiorit&#224;. &#200; una siccit&#224; morale che non nasce all&#8217;improvviso, cresce lentamente, alimentata dall&#8217;indifferenza, dalla paura, dalla comoda convinzione che il dolore altrui sia sempre altrove e lontano. </p><p>Siamo ostaggi inconsapevoli di un&#8217;epoca paradossale. Possiamo vedere tutto, sapere tutto, commentare tutto. Ma vedere non significa comprendere, sapere non implica sentire. L&#8217;iper-esposizione rischia di produrre l&#8217;effetto opposto che il risveglio delle coscienze: una loro stanchezza. Ecco l&#8217;ora pi&#249; buia.</p><p>Non abbiamo il potere di fermare le bombe, di firmare tregue. Per&#242; abbiamo la forza apparente, effimera e vigliacca di nasconderci dietro cose pi&#249; grandi di noi come un&#8217;arma con cui uccidere a casaccio. Quindi, fino a che punto possiamo dirci innocenti quando l&#8217;indifferenza diventa una forma di complicit&#224;?</p><p>L&#8217;ora pi&#249; buia non &#232; solo quella delle guerre ma quella in cui rinunciamo a interrogarci. Quando smettiamo di chiederci chi stiamo diventando, non solo che cosa sta accadendo. <strong>L&#8217;aridit&#224; umana non &#232; l&#8217;assenza di emozioni ma la loro selezione interessata: piangiamo per ci&#242; che ci somiglia, distogliamo lo sguardo da ci&#242; che ci disturba.</strong></p><p>Non so se si possa restituire peso alle parole, volto ai numeri, dignit&#224; alle vite lontane. Resistere alla tentazione della disumanizzazione, anche quando sembra pi&#249; semplice.</p><p>La luce che pu&#242; rompere l&#8217;ora pi&#249; buia entra attraverso il pensare, il sentire, il riconoscere. L&#8217;alba, se arriver&#224;, nascer&#224; prima nelle coscienze che nei trattati di pace.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[«In una democrazia i governanti possono essere licenziati dai governati senza spargimento di sangue» (Popper)]]></title><description><![CDATA[Nel cuore della riflessione democratica del Novecento, l&#8217;idea formulata da Karl Popper secondo cui in una democrazia i governanti possono essere licenziati dai governati senza spargimento di sangue resta una delle definizioni pi&#249; efficaci e concrete del potere politico moderno.]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/in-una-democrazia-i-governanti-possono</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/in-una-democrazia-i-governanti-possono</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:57:07 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore della riflessione democratica del Novecento, l&#8217;idea formulata da <strong>Karl Popper</strong> secondo cui <em><strong>in una democrazia i governanti possono essere licenziati dai governati senza spargimento di sangue</strong></em> resta una delle definizioni pi&#249; efficaci e concrete del potere politico moderno. </p><p>La possibilit&#224; di cambiare chi governa senza ricorrere alla violenza.</p><p>Popper, filosofo della scienza e del pensiero politico, rovescia cos&#236; una domanda classica: non &#8220;chi deve governare?&#8221;, ma &#8220;come possiamo liberarci pacificamente di governi incapaci o dannosi?&#8221;. Al centro non c&#8217;&#232; l&#8217;illusione di leader perfetti, bens&#236; la consapevolezza della fallibilit&#224; umana. Poich&#233; chi governa pu&#242; sbagliare, abusare del potere o perdere il contatto con la societ&#224;. La democrazia si fonda su meccanismi di controllo, critica e sostituzione.</p><p>Il &#8220;licenziamento&#8221; dei governanti, nella metafora popperiana, avviene attraverso elezioni libere, pluralismo dell&#8217;informazione, separazione dei poteri e rispetto dello stato di diritto. Strumenti che trasformano il conflitto politico da scontro fisico a confronto regolato. Dove questi strumenti funzionano la crisi non degenera in guerra civile o colpi di Stato: trova sbocco nelle urne, nei parlamenti, nei tribunali e nel dibattito pubblico.</p><p> In molte democrazie contemporanee il principio del &#8220;<strong>licenziamento pacifico</strong>&#8221; &#232; messo alla prova dalla delegittimazione delle istituzioni e dalla sfiducia nei processi elettorali. Quando una parte della societ&#224; smette di credere che il cambiamento possa avvenire con mezzi pacifici e legali, la premessa stessa della societ&#224; aperta inizia a incrinarsi.</p><p>Popper non idealizzava la <strong>democrazia</strong> come il &#8220;<strong>governo dei migliori</strong>&#8221;, ma come il &#8220;<strong>meno peggiore</strong>&#8221; dei sistemi politici conosciuti. La sua forza non sta nella bont&#224; intrinseca di chi governa, bens&#236; nella <strong>possibilit&#224; di correggere gli errori senza distruggere la comunit&#224; politica</strong>. &#200; una concezione sobria, quasi minimalista: la democrazia non promette felicit&#224;, promette riforme.</p><p><strong>In questo senso, il diritto di &#8220;licenziare&#8221; i governanti &#232; anche un dovere civico</strong>. Richiede cittadini informati, partecipi, disposti a difendere le regole del gioco anche quando l&#8217;esito non &#232; favorevole alle proprie preferenze. Senza questa cultura politica le procedure democratiche rischiano di svuotarsi e diventare rituali formali o, peggio, strumenti di legittimazione del potere incontrollato.</p><p>A distanza di decenni dalla pubblicazione de <strong>La societ&#224; aperta e i suoi nemici</strong>, la lezione di Popper conserva una forza essenziale: <strong>la democrazia vive finch&#233; rende possibile il cambiamento senza violenza</strong>. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Tutta la luce che non vediamo]]></title><description><![CDATA[Il cielo esiste anche quando nessuno lo osserva]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/tutta-la-luce-che-non-vediamo</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/tutta-la-luce-che-non-vediamo</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Sat, 28 Mar 2026 21:27:44 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo confusi e smarriti in uno spazio attraversato da una quantit&#224; immensa di luce che non raggiunge mai i nostri occhi. La fisica lo spiega con distanze inconcepibili, con tempi cosmici che superano la durata di ogni civilt&#224;, di ogni pensiero. Ma la filosofia pu&#242; spingersi oltre e concepire quella luce come una metafora potente di tutto ci&#242; che esiste eppure non percepiamo, di tutto ci&#242; che avrebbe potuto trasformarci ma che rimane sospeso, invisibile, in attesa.</p><p>Tutte le vite sono un intreccio di chiarori latenti. Le scelte non compiute, le parole non dette, gli incontri mancati sono fotoni che viaggiano nello spazio della propria vita interiore senza arrivare mai a destinazione. Non perch&#233; siano lontani ma perch&#233; a volte non abbiamo strumenti per accoglierli. Cos&#236;, confondiamo il buio con un&#8217;assenza, quando spesso &#232; soltanto luce che non sappiamo ancora riconoscere.</p><p>Esiste un paradosso umano: crediamo di conoscerci attraverso ci&#242; che abbiamo vissuto, eppure siamo definiti almeno quanto da ci&#242; che non abbiamo mai sperimentato. Le nostre possibilit&#224; irrealizzate, invece di svanire, continuano a orbitare attorno a noi come stelle oltre l&#8217;orizzonte. A intermittenza, qualcosa di loro ci sfiora, un'intuizione improvvisa, un ricordo che non appartiene a nulla, un desiderio senza nome. &#200; il segnale tenue di una luce remota.</p><p>Accettare che il mondo non &#232; dato tutto in superficie, che la realt&#224; non coincide con ci&#242; che appare. Ogni gesto &#232; un varco, ogni sguardo una soglia, ogni scelta un telescopio rivolto verso un cielo che esiste anche quando nessuno lo osserva.</p><p>La vita, forse, non &#232; altro che il lento, paziente affinarsi dello sguardo.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La gelosia è un indicatore di affetto? ]]></title><description><![CDATA[Sempre pi&#249; istruiti e a volte anche colti.]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/la-gelosia-e-un-indicatore-di-affetto</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/la-gelosia-e-un-indicatore-di-affetto</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Sat, 28 Mar 2026 14:26:51 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Sempre pi&#249; istruiti e a volte anche colti. Eppure, non siamo capaci di <strong>coltivare la trasparenza</strong>, che non significa condividere tutto, ma comunicare apertamente. <strong>Stabilire confini digitali</strong>, concordati e rispettosi. <strong>Lavorate sull&#8217;autostima</strong>, individualmente o con supporto professionale. <strong>Ridurre la lettura emotiva dei social</strong>, ricordando che sono narrazioni, non realt&#224;. <strong>Normalizzare il dialogo</strong> su paure e insicurezze. Un trattato noioso e nozionistico? Pu&#242; darsi.</p><p>Mi sono documentato. Permettete? La gelosia &#232; un&#8217;emozione complessa che attraversa tre grandi tradizioni di pensiero in modo molto diverso. La <strong>filosofia</strong> la interpreta come problema concettuale ed etico. La <strong>psicologia</strong> come risposta emotiva e cognitiva. La <strong>psicoanalisi</strong> come dinamica profonda radicata nell&#8217;inconscio.</p><p>Esperti in materia concordano che la gelosia oggi non &#232; la stessa di vent&#8217;anni fa. &#200; uno dei sentimenti che pi&#249; risente dei cambiamenti sociali, culturali. L&#8217;esperienza moderna della gelosia &#232; complessa. </p><p>La tecnologia ne &#232; indubbiamente un amplificatore emotivo. Messaggistica istantanea e social network hanno ridefinito il confine tra intimit&#224; e spazio pubblico. Nelle relazioni contemporanee un tempo di risposta considerato &#8220;troppo lungo&#8221;, pu&#242; scatenare inneschi potentissimi per sentimenti di insicurezza.</p><p>Cosa alquanto drammatica &#232; che la gelosia non &#232; pi&#249; mediata dal tempo: al contrario fornisce prove digitali e tracciabilit&#224;. </p><p>Vogliamo considerare la cultura della comparazione?Viviamo immersi e confusi in un flusso costante di vite perfette. L&#8217;inclinazione a confrontarsi con gli altri, alimenta il dubbio di non essere &#8220;abbastanza&#8221;. &#200; un contesto che rende la gelosia quasi inevitabile, perch&#233; spinge a misurarsi con standard irrealistici e insuperabili.</p><p>La sentite anche voi questa pressione sociale che ci spinge sul burrone emotivo del mostrarci sempre felici, appagati e desiderabili?  Inevitabile che possa intensificare la tensione nelle coppie, ogni interazione online rischia di diventare un voto silenzioso sulla relazione.</p><p>La psicologia spiega che la gelosia &#232; frequentemente il segnale di problematiche pi&#249; profonde: difficolt&#224; comunicative, fragilit&#224; dell&#8217;autostima, precedenti relazioni dolorose, paura dell&#8217;abbandono, mancanza di fiducia nell&#8217;altro o, pi&#249; spesso, in s&#233; stessi.</p><p>Una delle derive pi&#249; pericolose del nostro tempo &#232; la normalizzazione del controllo come &#8220;forma d&#8217;amore&#8221;. Frasi come &#8220;se non fosse geloso, non ci terrebbe&#8221; sono ancora parte del discorso sociale. In realt&#224;, la gelosia non dovrebbe mai essere considerata un indicatore di affetto. &#200; un&#8217;emozione che pu&#242; esistere parallelamente all&#8217;amore ma non lo definisce. </p><p></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La lettera del ragazzo che ha accoltellato la sua insegnante]]></title><description><![CDATA[Il ragazzo 13enne di Trescore in provincia di Bergamo, aveva annunciato le sue intenzioni su un canale Telegram con una lunga lettera, di cui il quotidiano La Repubblica ha riportato il testo.]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/la-lettera-del-ragazzo-che-ha-accoltellato</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/la-lettera-del-ragazzo-che-ha-accoltellato</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 12:24:36 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Il ragazzo 13enne di Trescore in provincia di Bergamo, aveva annunciato le sue intenzioni su un canale Telegram con una lunga lettera, di cui il quotidiano <em>La Repubblica</em> ha riportato il testo. </p><div><hr></div><p><em>Non ho trovato il coraggio di uccidere mio padre. Sono giunto alla conclusione che non posso pi&#249; vivere una vita cos&#236;. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalit&#224;. Sono stanco di tutto questo, quindi ho deciso che la soluzione perfetta &#232; prendere in mano la situazione. Uccider&#242; la mia insegnante di francese. La scelta non &#232; casuale, &#232; mirata. <strong>Le piace prendermi di mira, umiliarmi davanti a tutti, fare commenti cattivi, battute di cattivo gusto e giustificare la violenza contro di me anche quando sono chiaramente la vittima.</strong> Quando un ragazzino gracile mi ha dato un pugno, non ho reagito. Gli insegnanti non se ne sono nemmeno accorti. Sono dovuto andare da loro e spiegare l&#8217;accaduto, e questo dimostra quanto la scuola stia fallendo. Quando la mia insegnante di francese ha avuto l&#8217;audacia di dire che me lo meritavo, il preside non ha fatto nulla. &#200; rimasta impunita per una cosa cos&#236; grave.</em></p><p><em>Visto che a quanto pare i &#8216;ragazzi&#8217; non capiscono cosa sia giusto e cosa no, user&#242; questo a mio vantaggio: non posso essere incarcerato, dato che in Italia l&#8217;et&#224; minima per la responsabilit&#224; penale &#232; 14 anni, non posso nemmeno essere processato, quindi far&#242; quello che ho sempre voluto fare: uccidere lei e chiunque cercher&#224; di impedirmelo. <strong>Non &#232; solo un atto di vendetta, &#232; un modo per rompere la noiosa routine nel modo pi&#249; estremo possibile.</strong> Sono stanco di essere un tipo banale, di dover fare sempre le stesse cose. Le regole non sono qualcosa che devo seguire, sono qualcosa che devo infrangere, e non c&#8217;&#232; niente di meglio per farlo che la vendetta, punire chi mi ha fatto un torto. Ho sempre amato infrangere le regole, che fossero etiche, morali o legali, tutte queste cose mi limitano. E se qualcosa mette in discussione la mia libert&#224;, lo sento come un attacco personale alla mia autonomia. Se qualcuno mi dice di non fare qualcosa, il pi&#249; delle volte mi sento ancora pi&#249; spinto a farlo.</em></p><p><em>Eppure quando mi hanno fatto fare un test sul mio comportamento, la mia insegnante mi ha dato un punteggio basso per la distrazione e non ha esitato a sottolinearlo in classe e questo mi fa infuriare. Mi sembra un sabotaggio. Mi sta incatenando a questa vita di sofferenza solo perch&#233; non le piaccio. Avendo solo 13 anni, sono completamente impotente in questa situazione e non posso fare molto per cambiare il percorso che &#232; stato scelto per me. La mia vita &#232; dettata da adulti a cui non importa nulla di me, la mia insegnante di francese non vuole altro che riempirmi la vita di dolore e sofferenza abusando del suo potere. &#200; cos&#236; impotente nella sua vita che ha deciso che sfogare la sua rabbia su un gruppo di ragazzini delle medie &#232; un ottimo modo per rilassarsi.</em></p><p><em>L&#8217;uniforme militare non &#232; una scelta casuale. L&#8217;ho scelta perch&#233; mi vedo come un soldato che combatte per i propri diritti, diritti che sono stati calpestati. Mi sento anche superiore a tutti i miei coetanei. S&#236;, a volte sono divertenti, ma mi sento molto pi&#249; intelligente di loro e indossare un&#8217;uniforme dimostra la mia superiorit&#224; rispetto a tutti questi comuni mortali. Non sono pi&#249; uno di loro, sono qualcuno di migliore, qualcuno che ha avuto la forza di fare ci&#242; che molti non hanno fatto, qualcuno che ha l&#8217;intelligenza di capire che nessuno difende veramente noi e i nostri bisogni. Sono unico e non sono una copia di nessun attacco scolastico precedente. Voglio essere riconosciuto per essere andato controcorrente: voglio portare qualcosa di nuovo. Vendetta non &#232; una parola scelta a caso. Rappresenta ci&#242; che provo: mi sto prendendo la dolce vendetta che merito uccidendo le persone che mi hanno fatto del male. Per quanto riguarda la mia ideologia politica, non mi riconosco in nessuna ideologia ben definita, perch&#233; l&#8217;unica cosa che conta sono io, nessun altro conta, nessuna vita ha importanza al di fuori della mia. La vita non ha senso se decidi di viverla come un topo, seguendo una routine quotidiana come uno schiavo.</em></p><p><em>Non ho molti amici perch&#233; la maggior parte delle persone mi considera strano o insopportabile. Mi piace socializzare, ma allo stesso tempo detesto uscire. Vedere la gente che ride in gruppo mi fa infuriare: sono tutti un branco di stupidi e banali, tutti uguali, come se fossero stati copiati e incollati da un progetto noioso. Devi dare un senso alla tua vita, e il senso della mia vita &#232; assecondare tutte le mie fantasie, ignorando gli altri e provando il brivido di infrangere le regole, che &#232; il piacere pi&#249; grande della mia vita.</em></p><div><hr></div><p>fonte: https://www.vanityfair.it/article/lettera-ragazzo-accoltellamento-bergamo</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Lettera che la professoressa Chiara Mocchi ha scritto dopo essere stata accoltellata da uno studente di 13 anni nei corridoi della sua scola, a Trescore.]]></title><description><![CDATA[A tutti voi, adorati alunni, colleghi, genitori, soccorritori, personale sanitario, autorit&#224;, forze dell&#8217;ordine, familiari, giornalisti, e persone che mi avete circondato da subito di affetto e solidariet&#224;.]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/lettera-che-la-professoressa-chiara</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/lettera-che-la-professoressa-chiara</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 07:41:40 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>A tutti voi, adorati alunni, colleghi, genitori, soccorritori, personale sanitario, autorit&#224;, forze dell&#8217;ordine, familiari, giornalisti, e persone che mi avete circondato da subito di affetto e solidariet&#224;. Sto dettando queste poche righe con la voce ancora flebile, al mio legale, ma con il cuore colmo di gratitudine.  </em></p><p><em>Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto raccontare un dolore cos&#236; grande, n&#233; che avrei attraversato una prova cos&#236; profonda. Eppure eccomi qui, ancora viva. E questo lo devo a molti di voi. In un attimo, un gesto improvviso e incomprensibile ha spezzato la quotidianit&#224; della scuola, trasformando una mattina come tante in un incubo. Quelle coltellate sul mio collo e sul mio torace avrebbero potuto fermare il mio cammino per sempre. So che addirittura la scena &#232; stata ripresa via cellulare, &#232; stata drammatica quanto irreale. Io stessa fatico a ricordarla senza tremare.</em></p><p><em>Ma subito, attorno a me, si &#232; mosso un mondo di coraggio e di umanit&#224;.</em></p><p><em>Ai colleghi che sono intervenuti senza alcuna esitazione, rischiando personalmente per mettermi in salvo: il vostro sangue freddo e la vostra forza hanno creato una barriera tra me e la morte. Agli studenti che hanno gridato aiuto, che hanno pianto, che si sono spaventati e hanno visto qualcosa che nessuno dovrebbe vedere a tredici anni: sappiate che non porto rabbia n&#233; paura nel cuore, ma solo desiderio di rivedervi crescere sereni e protetti.</em></p><p><em>Al personale dell&#8217;elisoccorso, che ha bloccato un&#8217;emorragia devastante, che ha lottato contro il tempo, che mi ha restituito un battito stabile con un a lunga trasfusione, mentre la linfa della vita usciva dalle mie ferite: non dimenticher&#242; mai le vostre mani ferme e la vostra calma. Ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari che mi hanno accolto, curato e operato con una delicatezza che va oltre il dovere: siete stati famiglia. Alle forze dell&#8217;ordine e alle autorit&#224;, presenti subito, attente, rispettose, che hanno messo ordine nel caos e garantito sicurezza a tutti.  A mio fratello Giampaolo, che ha tremato, pregato, vegliato accanto a me senza mai perdere la speranza. All&#8217;avvocato Angelo Lino Murtas, che mi sta accompagnando con sensibilit&#224; e competenza in un percorso che non avrei mai immaginato di dover affrontare.</em></p><p><em>Ai genitori, che mi scrivono, che mi abbracciano anche se solo da lontano, che hanno raccontato ai propri figli il valore dell&#8217;empatia e della vita.</em></p><p><em>A chiunque mi sta mandando messaggi, preghiere, pensieri, anche senza conoscermi: li ho sentiti arrivare tutti, uno per uno, come fili che mi hanno ricucito l&#8217;anima. Oggi sono ancora debole, la voce &#232; un soffio, il corpo ha ferite profonde ancora fresche. Ma il mio spirito &#232; vivo. E questa vita &#232; un dono che non sprecher&#242;.</em></p><p><em>So che quanto accaduto ha sconvolto molti di voi. Ha generato paure, domande, forse persino scoramento. Per questo vi dico: non lasciamoci vincere dal buio. Ai miei amati alunni, non fermatevi, non arrendetevi, studiate e preparatevi per il vostro futuro senza nessuna paura, ma solo e unicamente con coraggio. </em></p><p><em>Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte: verso una scuola pi&#249; attenta, verso una comunit&#224; pi&#249; unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno pi&#249; fatica, come magari quello che mi ha colpito che forse nel profondo non sapr&#224; neanche perch&#233;. Come non lo sapranno i suoi genitori.</em></p><p><em>Se il Signore vorr&#224; concedermelo, io torner&#242;. Torner&#242; in classe, tra i banchi, dove ho sempre sentito di appartenere. Torner&#242; a insegnare, a credere nei giovani, ad accompagnarli nei loro passi difficili. Perch&#233; nonostante tutto, insegnare resta il mio sogno, la mia vocazione, la mia gioia pi&#249; grande.</em></p><p><em>A tutti voi, dal profondo del cuore: grazie.</em></p><p><em>Grazie per avermi salvata, sorretta, pensata, custodita.</em></p><p><em>Grazie per darmi la forza di guardare avanti, non indietro, e soprattutto il sogno di potercela fare ancora.</em></p><p><em>Con commossa gratitudine.</em></p><p><strong>Prof. Chiara Mocchi</strong></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Geografia interiore: la malinconia.]]></title><description><![CDATA[Piove da due giorni.]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/geografia-interiore-la-malinconia</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/geografia-interiore-la-malinconia</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Tue, 17 Mar 2026 16:19:55 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Piove da due giorni. Smette e ricomincia. L&#8217;asfalto sembra non sopravvivere al ricordo della luce, soccombe sotto queste pesanti gocce. Inevitabile non pensarci: si prova un fastidio simile a un piccolo criceto interiore che con le sue zampette graffia ovunque, dentro.</p><p>La malinconia diventa la mia soglia. Una porta socchiusa che separa la superficie della vita dalla sua profondit&#224;. Non &#232; semplicemente uno stato d&#8217;animo, piuttosto un momento in cui la coscienza si trova costretta a fare i conti con la propria finitezza, con ci&#242; che non sono mai riuscito ad afferrare. </p><p>Eppure, nei suoi tratti pi&#249; essenziali, la malinconia ci avvicina con quella zona di ombra che Jung considerava indispensabile alla costruzione della personalit&#224;.</p><p>Secondo il pensiero junghiano non si pu&#242; sopravvivere alla malinconia senza attraversarla. L&#8217;ombra, elemento fondamentale della psiche, non &#232; un deposito di difetti e mancanze ma un archivio di possibilit&#224; represse, di verit&#224; non dette. La malinconia nasce spesso dall&#8217;urto tra ci&#242; che vorremmo mostrare di noi stessi e ci&#242; che, nella profondit&#224; dell&#8217;inconscio, reclama un posto alla luce. </p><p>Non &#232; un incidente del percorso ma un richiamo all&#8217;integrit&#224;: il senso dell&#8217;esistenza non risiede nella coerenza lineare, piuttosto nella relazione dinamica tra luce e oscurit&#224;.</p><p>Mi vedo costretto a rievocare, sezionare il passato senza condannarlo. Ogni malinconia &#232; una domanda che non sapevo di avere dentro. Le concedo un posto alla mia tavola, come si fa con un ospite venuto da molto lontano che porta stranamente quel formicolio annunciatore di emozioni: tutto quello che rende nudi ma essenziali.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Un processo kafkiano: Enzo Tortora]]></title><description><![CDATA[Estrapolato da la &#8220;Torre di Babele&#8221;. Enzo Biagi intervista Enzo Tortora]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/un-processo-kafkiano-enzo-tortora</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/un-processo-kafkiano-enzo-tortora</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Sun, 22 Feb 2026 13:57:39 GMT</pubDate><enclosure url="https://api.substack.com/feed/podcast/188798021/5f5753776aa3537cbd6bc695c71a2b97.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Occorre che le cose tornino sui binari della civilt&#224;&#8221;.</p><p>Enzo Tortora</p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[“Portobello” di Marco Bellocchio, serie HBO del 2026]]></title><description><![CDATA[Estrapolato da &#8220;La torre di Babele&#8221; di Corrado Augias - LA7]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/portobello-di-marco-bellocchio-serie</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/portobello-di-marco-bellocchio-serie</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Sat, 21 Feb 2026 15:03:44 GMT</pubDate><enclosure url="https://api.substack.com/feed/podcast/188715575/d5bafed040dea392b7ceb7caea7f41ba.mp3" length="0" type="audio/mpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>&#171;Devo concludere dicendo: ho fiducia. Io sono innocente, lo grido da tre anni, lo gridano le carte, lo gridano i fatti che sono emersi in questo dibattimento. Io spero, dal profondo del cuore che lo siate anche voi&#187;.</p><p>Enzo Tortora</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[“Fenomenologia dell’abbandono", conversazioni e  recensioni. Omaggio a Pier Vittorio Tondelli]]></title><description><![CDATA[PIER VITTORIO TONDELLI, &#8220;CAMERE SEPARATE&#8221; - A cura di Fulvio Panzeri, Classici Contemporanei, Kindle Edition, Bompiani Editore]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/fenomenologia-dellabbandono-omaggio</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/fenomenologia-dellabbandono-omaggio</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Sun, 15 Feb 2026 15:08:41 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><strong>Solitudine allo specchio - Conversazione di Pier Vittorio Tondelli con Gianni De Martino</strong></p><ul><li><p>Hai un amore, vivi con qualcuno? </p></li><li><p><em>Io praticamente vivo solo a Milano. Ho degli amici sparsi per il mondo, ma la solitudine non mi spaventa. Anzi, la considero una conquista. Molte persone vivono insieme per la paura di star sole. Non pensare al fatto che adesso divido l&#8217;appartamento con un amico, queste sono cose cos&#236; che non riguardano i lettori del giornale. Per uno scrittore la solitudine &#232; un pegno da pagare. Anche il titolo che avevo pensato per il libro era Amanti singoli, Single lovers per dire. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-1" href="#footnote-1" target="_self">1</a></em></p></li></ul><p><strong>Amori inseparabili - Conversazione di Pier Vittorio Tondelli con Luigi Romagnoli</strong></p><ul><li><p>Ma secondo te esiste una cultura omosessuale? </p></li><li><p><em>Certo che esiste una cultura omosessuale, ma &#232; anche ora che esista qualcosa di diverso, di alternativo. Il tentativo di Camere separate, infatti, &#232; quello di proporre la storia d&#8217;amore fra due uomini, senza dover ricorrere a degli stereotipi tipici dell&#8217;omosessualit&#224;. D&#8217;altra parte, anche negli altri miei romanzi alcuni personaggi trafficavano- eroticamente fra di loro, ma senza che per questo venissero identificati come omosessuali, o si stesse ad indagare su eventuali &#8220;cause&#8221; che per me non esistono. Mi sembra un salto qualitativo parlare di amore e non di omosessualit&#224;. Parlare di omosessualit&#224; &#232; sbagliato. Sembra una cosa che non appartiene a nessuno, che non riguarda nessuno, che riguarda solamente due uomini, quando invece una storia d&#8217;amore, credo, riguarda tutti. Eppure, molti critici odierni affermano che non ha senso parlare di letteratura omosessuale, perch&#233; anche se esistesse non sarebbe &#8220;universale&#8221;: che ne pensi? In realt&#224; il discorso &#232; molto lungo e complesso. Bisogna vedere da che punto di vista abbordarlo, da quale punto di vista letterario, storico... poi non &#232; che debba dirlo io che la grande storia della letteratura &#232; fatta anche di omosessuali. Ho fatto l&#8217;esempio di Pampaloni o anche, non so..., di Oreste Del Buono perch&#233; sono lettori di un&#8217;altra generazione che hanno capito, che non hanno &#8220;ghettizzato&#8221;, come se le tematiche degli omosessuali non riguardassero gli altri. Penso che Camere separate, come tantissimi altri libri, ad esempio quelli di Oscar Wilde o di Marcel Proust, sono romanzi in cui un lettore pu&#242; identificarsi, pu&#242; trovare dei momenti interiori, e non per questo il lettore deve essere omosessuale per capirlo.</em><a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-2" href="#footnote-2" target="_self">2</a></p></li></ul><div><hr></div><p>&#8220;<strong>Fenomenologia dell&#8217;abbandono</strong>&#8221;</p><blockquote><p>La dicitura, &#8220;Fenomenologia dell&#8217;abbandono&#8221;, era gi&#224; stata individuata da <strong>Tondelli </strong>come titolo di una conferenza dedicata a letture riguardanti &#8220;il sentimento dell&#8217;abbandono, abbandono d&#8217;amore, abbandono della persona amata, abbandono delle cose o forse anche delle persone amate&#8221;, tenuta nel 1984 al Teatro Humour Side di Firenze. Di queste letture parler&#224; poi in seguito in altri articoli che qui si riprendono, pubblicati nella rubrica &#8220;Culture Club&#8221;, in Rockstar, febbraio 1986; con il titolo &#8220;Delitti sublimi&#8221; (recensione a Il caso Franza di Ingeborg Bachmann) in L&#8217;Espresso, 9 ottobre 1988; con il titolo &#8220;Amarsi vuol dire un po&#8217; morire&#8221; (recensione a La separazione degli amanti di Igor Alexander Caruso) in L&#8217;Espresso, 4 dicembre 1988.<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-3" href="#footnote-3" target="_self">3</a></p></blockquote><div><hr></div><p><strong>Letture</strong></p><blockquote><p><em>C&#8217;&#232; stato un periodo della mia vita &#8211; oddio, di questi momenti ne hanno avuti tutti: momenti in cui senti di non essere altro che una persona che gira a vuoto, momenti in cui le sordit&#224; degli amici alle tue insistenze affettive divengono atrocit&#224; e torture, momenti in cui sai perfettamente di essere in balia della tua storia e che, a parte te, nessuno riuscir&#224; a drizzarla e a portarla sui binari giusti &#8211; c&#8217;&#232; stato un periodo della mia vita, dicevo, in cui l&#8217;affanno per me stesso, il fatto di dovermi personalmente curare di una mia risalita alla superficie, mi appariva troppo grande, uno sforzo superiore alle mie possibilit&#224;. Quel momento di grandi difficolt&#224;, durato all&#8217;incirca un anno, lentamente si dissolse; il maggiore aiuto che ebbi per riaffiorare alla superficie della vita fu costituito da un libro. Si tratta di Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes. Io racconto tutto questo per dirvi come molto spesso non siamo affatto noi a scegliere le nostre letture, i nostri dischi o i nostri amori, ma sono gli accadimenti stessi che vengono a noi in un particolare momento, e quello sar&#224; l&#8217;attimo perfetto, facilissimo e inevitabile: sentiremo un richiamo e non potremo far altro che obbedire. Troppe volte mi capita di rabbuiarmi proprio perch&#233; smarrisco questa consapevolezza un po&#8217; orientale che non sia io a cercare le cose, le situazioni, gli amori, ma sono gli eventi &#8211; al tempo opportuno &#8211; ad arrivare da me. Mi &#232; accaduto gi&#224; molte volte: una vecchia edizione di Moby Dick di Melville, tradotto da Cesare Pavese, approd&#242; a un disperante inverno dei miei diciott&#8217;anni, portandomi consapevolezze e ottimismo; L&#8217;Anonimo Lombardo di Alberto Arbasino, acquistato per via della bella copertina, fu letto solo cinque anni pi&#249; tardi e provoc&#242; una rivoluzione sulle mie idee di scrittura; Music for Airports di Brian Eno entr&#242; dentro solo durante un soggiorno fiorentino del 1983; Hiroshima Mon Amour, straconosciuta, mi disse le cose pi&#249; belle soltanto nella primavera del 1984; Frammenti di un discorso amoroso arriv&#242; solo due anni fa e, da allora, &#232; la mia seconda o terza Bibbia, insieme al Libro tibetano dei morti e, naturalmente, ai Salmi. Ma un altro accadimento ha contribuito a fare di questa riflessione dell&#8217;innamorato abbandonato, appunto, un&#8217;opera fondamentale. In quello stesso periodo, un amico venne a trovarmi e, fra le altre cose, gli parlai del Pozzo della solitudine di Radclyffe Hall che mi stava impressionando e commuovendo: in breve, &#232; la storia di una aristocratica signorina inglese dell&#8217;et&#224; vittoriana che scopre le proprie inclinazioni per l&#8217;amore saffico, facendole diventare nel corso della sua vita la bandiera del riscatto di una minoranza oppressa e disprezzata. Romanzo grondante di sentimenti e passioni che, in Inghilterra, fu addirittura censurato. Il mio amico disse di possedere una copia di un testo di Johnson annotato da Radclyffe Hall e dalla sua amica, trovato su una bancarella a Firenze, dove le due vissero per qualche anno. Gli chiesi immediatamente di mostrarmelo e, anche se fino a oggi non sono riuscito a esaminare quelle calligrafie &#8211; gli amici importanti viaggiano sempre e sovente si trovano in un altro continente quando li vai a cercare &#8211;, questo mi port&#242; a un gioco con il mio Frammenti.</em></p><p><em>Presi una penna, salii su un treno e cominciai a leggere come se quel testo fosse stato scritto solo per me. Cos&#236; annotai sul frontespizio un sottotitolo: &#8220;Itinerario di fuga per il giorno del mio lasciamento&#8221; e, pagina dopo pagina, sostituii al nome dell&#8217;essere amato da Barthes quello della persona amata da me. Adesso il libro &#232; gremito di sigle, di segni, di scritture, completamente annotato, pieno di rimandi interni: ogni spazio lasciato bianco dalla pagina &#232; un romanzetto. Questo &#232; uno fra i molti buoni modi che esistono per leggere un libro, per impossessarsene, per innestarlo nella propria esperienza. E Frammenti di un discorso amoroso si presta a questo tipo di lettura. &#200; scritto a brevissimi capitoletti &#8211; ottanta &#8211; ognuno dei quali &#232; contrassegnato da un titolo che corrisponde a una particolare figura della situazione amorosa: &#8220;Angoscia&#8221;, &#8220;Appagamento&#8221;, &#8220;Assenza&#8221;, &#8220;Corpo&#8221;, &#8220;Cuore&#8221;, &#8220;Dichiarazione&#8221;, &#8220;Esilio&#8221;, &#8220;Gelosia&#8221;, &#8220;Incontro&#8221;, &#8220;Io ti amo&#8221;, &#8220;Piangere&#8221;, &#8220;Scenata&#8221;, &#8220;Suicidio&#8221;, &#8220;Tenerezza&#8221;, &#8220;Unione&#8221;, &#8220;Vie di uscita&#8221;... Non si tratta di un manuale: non vi dir&#224; come comportarvi n&#233; che cosa fare per togliervi dall&#8217;affanno e dall&#8217;ingombro di un abbandono. Non ha trama, se non quella dell&#8217;indagine dei movimenti amorosi. Ogni capitolo &#232; indipendente: potete leggerne uno oggi e il seguente fra cinque anni. Roland Barthes vi dar&#224; comunque uno specchio bellissimo per riflettere, pensare, decidere, paragonare la vostra storia a quella di Werther o a un haiku giapponese; vi dar&#224; un respiro pi&#249; ampio in cui emettere il vostro rantolo e, improvvisamente, la coscienza del vostro amore si rafforzer&#224;. Oltre all&#8217;opera della nostra amata Radclyffe Hall, un altro testo per la nostra &#8220;Fenomenologia dell&#8217;abbandono&#8221; &#232; La dedica di Botho Strauss. Lo scrittore &#232; uno fra i drammaturghi di punta della scena tedesco-occidentale e i suoi drammi, oltre a essere gi&#224; stati rappresentati in Italia dal Teatro dell&#8217;Elfo, sono editi da La casa Usher. Io lo ricordo per questo romanzetto di cento pagine esatte, in cui un uomo abbandonato dalla propria donna cerca di riaverla, scrivendole durante un&#8217;intera e torrida estate berlinese come se la scrittura, in qualche modo, la potesse richiamare. Cos&#236;, per scrivere, il protagonista si isola dalla vita di tutti i giorni; niente lo riguarda, se non questo suo estremo dolore. Gli amici gli dicono di dedicarsi al lavoro, di dimenticare, ma lui si chiede: &#8220;&#200; proprio questo che chi &#232; stato abbandonato non vuole fare del suo dolore: metterlo da parte, o soffocarlo, o addirittura rinunciarvi. Certo la donna scomparsa non gli &#232; stata mai cos&#236; vicina come ora che ne sente cos&#236; vivamente la mancanza. Ha bisogno di stasi, non di attivit&#224;; ha bisogno di ferie per ricordare, di una luna di miele dopo la separazione; si &#232; sposato con un&#8217;assente.&#8221; Come colonna sonora altro non possiamo proporre che tre pezzi di Nina Simone: Wild Is The Wind, The Other Woman e Love Me Or Leave Me. </em></p><p>[Pier Vittorio Tondelli - 1986] <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-4" href="#footnote-4" target="_self">4</a></p></blockquote><div><hr></div><blockquote><p>Il romanzo viene pubblicato, da Bompiani, nella collana &#8220;Letteraria&#8221;, nell&#8217;aprile 1989, con in copertina Chimerasorante, un acquerello del 1989 di Luigi Ontani, la cui attivit&#224; artistica ruota attorno al tema della ricerca sull&#8217;identit&#224; e una cui opera era gi&#224; stata proposta da Tondelli, anche se non era stata accettata, come copertina per Rimini. Presentato alla Fiera del Libro di Torino, il romanzo di Tondelli divide la critica e suscita un dibattito che si sviluppa durante l&#8217;estate, proprio relativamente alle &#8220;stroncature&#8221; che sono apparse sulla stampa. Del resto la critica si divide su due fronti: un&#8217;accettazione &#8220;totale&#8221; o una messa in discussione delle reali possibilit&#224; dello scrittore. Molte sono le recensioni entusiastiche e su un punto tutti sembrano concordare: questo &#232; il libro della &#8220;maturit&#224;&#8221;, non solo dal punto di vista stilistico, a livello di sintassi e di lessico, ma anche come approccio tematico. Infatti viene segnalato il passaggio che avviene rispetto ai primi tre romanzi, soprattutto nel confronto con Altri libertini. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-5" href="#footnote-5" target="_self">5</a></p></blockquote><div><hr></div><p><strong>Recensioni dell&#8217;epoca</strong></p><blockquote><p><em>Il romanzo di Tondelli ha l&#8217;andamento di una ricerca appassionata all&#8217;interno di un labirinto i cui portelli d&#8217;uscita, una volta trovati, sono difficili da schiudere. Tondelli, nei primi libri, &#232; stato uno scrittore a presa diretta sulla giovinezza drammatica ed esosa di anni a noi vicini. Con Camere separate &#232; come se si fosse preoccupato di scrutinare quanto &#232; racchiuso nel cono d&#8217;ombra che questa giovinezza lascia dietro di s&#233;, scorgere i turbamenti, le struggenti anomalie, gli angosciosi giochi di rimessa. Il libro, se &#232; possibile dirlo, ha un suono speciale, un colore altrettanto speciale. Suono e colore di elegia, di malinconia erosiva. </em></p><p>Enzo Siciliano, Corriere della Sera, 7 maggio 1989 <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-6" href="#footnote-6" target="_self">6</a></p></blockquote><div><hr></div><blockquote><p><em>&#200; un libro coraggioso: ha il coraggio di chi mette impietosamente a nudo le parti pi&#249; intime della propria anima, di chi apertamente pone in gioco se stesso nella narrazione ed offre la pagina come il proprio corpo devastato e stanco. &#8220;Ma perch&#233;, poi, scrivere? E soprattutto perch&#233; pubblicare? Perch&#233; rende questo dolore, cos&#236; privato e cos&#236; essenziale, un piccolo oggetto limitato da buttare al macero o nella polvere?&#8221; sono gli interrogativi di cui si fa unico schermo il Leo-Pier Vittorio, protagonista della vicenda, dalle caratteristiche tanto visibilmente autobiografiche: e conducendo al centro della sofferenza, agli angoli bui della mente, la risposta viene a sgomberare ogni remora, ogni tentativo di finzione o menzogna. Camere separate &#232; il libro di uno scrittore autentico, vibrante delle sue debolezze e della sua imperfezione di essere umano, dunque capace di punte di intensa emozione come di spazi in cui il racconto pare abbia bisogno di tergiversare, raccogliersi e quindi alzarsi: &#232; il romanzo col quale Tondelli si scrolla di dosso il passato di autore giovane e giovanilistico e la lingua quotidiana e gergale che l&#8217;aveva contraddistinto per approdare su sponde di matura capacit&#224; letteraria, forte di una educazione (Kerouac, Isherwood, Bachmann) e di una tradizione (Delfini, D&#8217;Arzo, Coccioli). Lo fa attraverso uno stile nuovo &#8211; e questo &#232; quanto lascia le uniche perplessit&#224; alla lettura &#8211;, di ritmo americano post-minimale che, valga a merito, comunque ha una resa decisamente migliore di quello di tanti mediocri ed improbabili autori d&#8217;oltreoceano. La soglia pre-testuale di Camere separate &#232; il volume hofmannstaliano Biglietti agli amici, con citazioni e riscritture di Ingeborg Bachmann, Joe Jackson, Leonard Cohen, Chesterton, Morrisey e de Vigny pi&#249; pagine sciolte di diario: un percorso che conduceva alla piena coscienza di s&#233;, alla conquista della propria solitudine, a quello stadio in cui &#8211; come capita a Leo &#8211; si ruotano &#8220;gli occhi verso l&#8217;interno per andare lontano&#8221;. Biglietti agli amici rappresenta quindi il punto di svolta netto nella produzione narrativa di Tondelli, tra il Tondelli di Altri libertini (1980), di Pao Pao (1982) e dello stesso Rimini (1985) &#8211; diverso dai primi due a cui comunque rimane accomunato da un certo tempo di scrittura &#8211; e si indirizza a un mutamento, ad una maturazione, ad un salto di qualit&#224;. Tondelli ha ben spiegato che Camere separate &#232; nato dal &#8220;silenzio, dal sottaciuto dei miei precedenti libri&#8221;: &#232; il frutto di un travaglio, di una macerazione nel proprio tessuto di sentimenti. La scena con cui si apre Camere separate &#8211; &#8220;un giorno non molto distante nel tempo, lui si &#232; trovato improvvisamente a specchiare il suo viso contro l&#8217;obl&#242; di un piccolo aereo in volo fra Parigi e Monaco di Baviera&#8221; &#8211; &#232; di parecchio debitrice nel tono a Il trentesimo anno della Bachmann &#8211; &#8220;e la mattina di un giorno che poi scorder&#224; si sveglia e, tutt&#8217;a un tratto, rimane l&#236; steso senza riuscire ad alzarsi &#8211; ed assume l&#8217;identico valore di una lacerante e conflittuale esplorazione, anche geografica, attraverso gli irrisolti quesiti di Grandi Assoluti. </em></p><p>Generoso Picone, Il Mattino, 20 giugno 1989<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-7" href="#footnote-7" target="_self">7</a></p></blockquote><p></p><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-1" href="#footnote-anchor-1" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">1</a><div class="footnote-content"><p>PIER VITTORIO TONDELLI, &#8220;CAMERE SEPARATE&#8221; - A cura di Fulvio Panzeri, pag. 198, Classici Contemporanei, Kindle Edition, Bompiani Editore.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-2" href="#footnote-anchor-2" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">2</a><div class="footnote-content"><p>PIER VITTORIO TONDELLI, &#8220;CAMERE SEPARATE&#8221; - A cura di Fulvio Panzeri, pag. 203, Classici Contemporanei, Kindle Edition, Bompiani Editore.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-3" href="#footnote-anchor-3" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">3</a><div class="footnote-content"><p>PIER VITTORIO TONDELLI, &#8220;CAMERE SEPARATE&#8221; - A cura di Fulvio Panzeri, pag. 161 Classici Contemporanei, Kindle Edition, Bompiani Editore.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-4" href="#footnote-anchor-4" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">4</a><div class="footnote-content"><p>PIER VITTORIO TONDELLI, &#8220;CAMERE SEPARATE&#8221; - A cura di Fulvio Panzeri, pag. 159 Classici Contemporanei, Kindle Edition, Bompiani Editore.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-5" href="#footnote-anchor-5" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">5</a><div class="footnote-content"><p>PIER VITTORIO TONDELLI, &#8220;CAMERE SEPARATE&#8221; - A cura di Fulvio Panzeri, pag. 206 Classici Contemporanei, Kindle Edition, Bompiani Editore.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-6" href="#footnote-anchor-6" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">6</a><div class="footnote-content"><p>PIER VITTORIO TONDELLI, &#8220;CAMERE SEPARATE&#8221; - A cura di Fulvio Panzeri, pag.ne 207 e 208, Classici Contemporanei, Kindle Edition, Bompiani Editore.</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-7" href="#footnote-anchor-7" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">7</a><div class="footnote-content"><p>PIER VITTORIO TONDELLI, &#8220;CAMERE SEPARATE&#8221; - A cura di Fulvio Panzeri, pag. 210, Classici Contemporanei, Kindle Edition, Bompiani Editore.</p></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Verità pubblica, ascolto delle vittime, memoria, riparazione, partecipazione sociale: tutte chiacchiere?]]></title><description><![CDATA[Nulla odora pi&#249; di pulizia, di lealt&#224;, di sincerit&#224;.]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/verita-pubblica-ascolto-delle-vittime</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/verita-pubblica-ascolto-delle-vittime</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Sat, 14 Feb 2026 14:04:15 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Nulla odora pi&#249; di pulizia, di lealt&#224;, di sincerit&#224;.</p><p>La nostra Repubblica ha una storia tremenda: stragi e terrorismo. Cosa accadrebbe se potessimo conoscere la verit&#224; applicando la soluzione giuridica alla Sud Africana?</p><p>Mi spiego:</p><p>la <strong>Truth and Reconciliation Commission (TRC)</strong>, &#232; considerata il principale strumento giuridico adottato dal Paese per gestire il passato di violenze e prevenire un conflitto civile aperto.</p><p>Fu istituita nel 1995 dal nuovo governo democratico guidato da Nelson Mandela, in base al Promotion of National Unity and Reconciliation Act n. 34 del 1995. Si tratt&#242; di un organismo di <strong>giustizia riparativa</strong> con funzioni &#8220;quasi&#8209;giudiziarie&#8221;, progettato per affrontare in modo non punitivo i crimini del passato e favorire la ricomposizione sociale del Paese dopo decenni di apartheid. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-1" href="#footnote-1" target="_self">1</a></p><p><strong>Obiettivi principali</strong></p><p><strong>Far luce sui crimini</strong> del periodo 1960&#8211;1994, dando voce alle vittime attraverso testimonianze pubbliche. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-2" href="#footnote-2" target="_self">2</a></p><p><strong>Accertare responsabilit&#224;</strong> dei perpetratori di violazioni dei diritti umani. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-3" href="#footnote-3" target="_self">3</a></p><p><strong>Favorire la riconciliazione nazionale</strong>, puntando su verit&#224;, memoria e riconoscimento del dolore delle vittime, pi&#249; che sulla punizione. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-4" href="#footnote-4" target="_self">4</a></p><p><strong>Meccanismo giuridico innovativo: l&#8217;amnistia condizionata.</strong></p><p>Uno degli aspetti pi&#249; rivoluzionari fu la possibilit&#224; per i responsabili di richiedere <strong>amnistia</strong> da procedimenti civili e penali <strong>solo se</strong>: </p><ul><li><p>confessavano completamente i crimini commessi</p></li><li><p>questi erano legati a motivazioni politiche. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-5" href="#footnote-5" target="_self">5</a></p></li></ul><p>Questo modello rappresentava una <strong>terza via</strong> tra:</p><p>una &#8220;rimozione del passato&#8221; senza processi,</p><p>e tribunali punitivi sul modello di Norimberga. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-6" href="#footnote-6" target="_self">6</a></p><p><strong>Struttura della Commissione</strong></p><p>La TRC era divisa in tre comitati:</p><blockquote><p>&#8226; <strong>Human Rights Violations Committee</strong> (violazioni dei diritti umani),</p><p>&#8226; <strong>Reparation and Rehabilitation Committee</strong> (riparazioni alle vittime),</p><p>&#8226; <strong>Amnesty Committee</strong> (richieste di amnistia). <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-7" href="#footnote-7" target="_self">7</a></p></blockquote><p><strong>Perch&#233; fu considerata una &#8220;soluzione giuridica&#8221;.</strong></p><p>La TRC non fu un semplice processo politico, ma un <strong>modello istituzionale e legislativo di giustizia transizionale</strong>, che combinava diritto, etica e riconciliazione.</p><p>Fu autorizzata da una legge dello Stato, aveva procedure codificate, poteri d&#8217;indagine e capacit&#224; di riconoscere amnistie, quindi agiva come <strong>strumento giuridico ufficiale</strong> per traghettare il Paese fuori dal rischio di una guerra civile.</p><p>La &#8220;soluzione giuridica alla Sud Africa&#8221; dopo un conflitto interno &#232; essenzialmente la <strong>Commissione per la Verit&#224; e la Riconciliazione (TRC)</strong>: un modello di <strong>giustizia riparativa</strong>, fondato su testimonianze pubbliche, accertamento della verit&#224; e amnistia condizionata, volto a costruire la pace evitando la spirale di vendetta.</p><div><hr></div><p>Scritto con l&#8217;ausilio di M365Copilot</p><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-1" href="#footnote-anchor-1" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">1</a><div class="footnote-content"><p>https://www.giustiziainsieme.it/articolo/2250-desmond-tutu-e-l-esperienza-della-commissione-sudafricana-per-la-verita-e-la-riconciliazione</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-2" href="#footnote-anchor-2" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">2</a><div class="footnote-content"><p>https://en.wikipedia.org/wiki/Truth_and_Reconciliation_Commission_(South_Africa)</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-3" href="#footnote-anchor-3" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">3</a><div class="footnote-content"><p>https://www.giustiziainsieme.it/articolo/2250-desmond-tutu-e-l-esperienza-della-commissione-sudafricana-per-la-verita-e-la-riconciliazione</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-4" href="#footnote-anchor-4" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">4</a><div class="footnote-content"><p>https://www.giustiziainsieme.it/articolo/2250-desmond-tutu-e-l-esperienza-della-commissione-sudafricana-per-la-verita-e-la-riconciliazione</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-5" href="#footnote-anchor-5" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">5</a><div class="footnote-content"><p>https://www.giustiziainsieme.it/articolo/2250-desmond-tutu-e-l-esperienza-della-commissione-sudafricana-per-la-verita-e-la-riconciliazione</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-6" href="#footnote-anchor-6" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">6</a><div class="footnote-content"><p>https://www.retisolidali.it/ricostruire-la-pace-con-la-giustizia-riparativa-lesperienza-del-sudafrica/</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-7" href="#footnote-anchor-7" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">7</a><div class="footnote-content"><p>https://sahistory.org.za/article/truth-and-reconciliation-commission-trc-1995</p><p></p></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Enzo Tortora. Un uomo perbene.]]></title><description><![CDATA[La ferita di un errore giudiziario che continua a chiedere verit&#224; e responsabilit&#224;]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/enzo-tortora-un-uomo-perbene</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/enzo-tortora-un-uomo-perbene</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Tue, 10 Feb 2026 19:45:36 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Io sono innocente. E spero, dal profondo del mio cuore, che lo siate anche voi</strong>&#8221;.</p><p>La storia di Enzo Tortora &#232; una delle pi&#249; dolorose ferite della giustizia italiana, una vicenda capace ancora oggi di suscitare indignazione e commozione. Nato a Genova nel 1928, Tortora era diventato uno dei volti pi&#249; amati della televisione italiana, simbolo di eleganza, cultura e rispetto per il pubblico. Il successo di programmi come Portobello lo aveva reso una figura familiare, un punto di riferimento in un&#8217;Italia che cercava leggerezza e intelligenza attraverso il piccolo schermo. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-1" href="#footnote-1" target="_self">1</a></p><p>Tutto si spezz&#242; all&#8217;alba del <strong>17 giugno 1983</strong>, quando Tortora fu arrestato con accuse gravissime: traffico di droga e appartenenza alla Nuova Camorra Organizzata. Le imputazioni si basavano quasi esclusivamente sulle dichiarazioni di pentiti, poi rivelatesi inconsistenti e contraddittorie. L&#8217;arresto, spettacolarizzato da televisioni e giornali, trasform&#242; un innocente nel bersaglio di un pregiudizio nazionale. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-2" href="#footnote-2" target="_self">2</a></p><p>Per milioni di italiani fu uno choc: il presentatore gentile e rassicurante appariva improvvisamente in manette, travolto da un&#8217;accusa che nessuno avrebbe potuto immaginare. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-3" href="#footnote-3" target="_self">3</a></p><p>Segu&#236; un periodo durissimo: <strong>sette mesi di carcere</strong>, in condizioni psicologiche provanti, e poi cinque mesi di arresti domiciliari. Nonostante l&#8217;assenza di prove oggettive, nel <strong>1985</strong> giunse una condanna a <strong>dieci anni di reclusione</strong>. Era l&#8217;apice di un errore giudiziario che stava stritolando un uomo prima ancora che un personaggio pubblico. Tortora, per&#242;, non smise mai di proclamare la sua innocenza, tornando perfino alla vita politica per testimoniare con dignit&#224; la battaglia per la giustizia. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-4" href="#footnote-4" target="_self">4</a></p><p>Finalmente, il <strong>15 settembre 1986</strong>, la Corte d&#8217;Appello di Napoli lo assolse con formula piena. La Cassazione conferm&#242; l&#8217;assoluzione nel 1987, mettendo nero su bianco ci&#242; che Tortora aveva sostenuto fin dal primo giorno: non aveva alcun legame con la criminalit&#224; organizzata. Era stato vittima di un mostruoso errore, alimentato da testimonianze fasulle, da indagini affrettate e da un clima mediatico implacabile. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-5" href="#footnote-5" target="_self">5</a></p><p>Ma la verit&#224; non bast&#242; a sanare le ferite. Il calvario giudiziario aveva consumato le sue energie, minato la sua salute e spezzato irrimediabilmente la sua serenit&#224;. Tortora mor&#236; nel <strong>maggio 1988</strong>, un anno dopo la definitiva assoluzione. Non ebbe il tempo di godersi la propria riabilitazione morale; rest&#242; invece il simbolo di quanto devastante possa essere l&#8217;errore giudiziario nella vita di un essere umano. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-6" href="#footnote-6" target="_self">6</a></p><p>La sua vicenda rimane un monito: la giustizia, quando sbaglia, non colpisce solo un innocente, ma incrina la fiducia di un intero Paese. E la dignit&#224; con cui Tortora affront&#242; la sua ingiusta persecuzione continua a ricordarci che dietro ogni processo ci sono persone in carne e ossa, fragili e preziose, che meritano verit&#224; e rispetto.</p><div><hr></div><p>Scritto con l&#8217;ausilio di M365Copilot</p><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-1" href="#footnote-anchor-1" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">1</a><div class="footnote-content"><p>https://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Tortora</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-2" href="#footnote-anchor-2" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">2</a><div class="footnote-content"><p>https://www.gaeta.it/il-caso-tortora-e-altri-errori-giudiziari-che-hanno-segnato-la-giustizia-italiana-dal-1983-al-2025</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-3" href="#footnote-anchor-3" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">3</a><div class="footnote-content"><p>https://avvocatomassimoferrante.it/il-caso-enzo-tortora-come-un-errore-giudiziario-ha-sconvolto-litalia/</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-4" href="#footnote-anchor-4" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">4</a><div class="footnote-content"><p>https://www.gaeta.it/il-caso-tortora-e-altri-errori-giudiziari-che-hanno-segnato-la-giustizia-italiana-dal-1983-al-2025</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-5" href="#footnote-anchor-5" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">5</a><div class="footnote-content"><p>https://www.gaeta.it/il-caso-tortora-e-altri-errori-giudiziari-che-hanno-segnato-la-giustizia-italiana-dal-1983-al-2025</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-6" href="#footnote-anchor-6" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">6</a><div class="footnote-content"><p>https://www.theovermagazine.com/enzo-tortora-caso-giudiziario/</p><p></p></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Quell’ingenuo di Dante]]></title><description><![CDATA[Dante Alighieri non conobbe mai davvero Beatrice Portinari.]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/quellingenuo-di-dante</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/quellingenuo-di-dante</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Sat, 07 Feb 2026 14:02:40 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Dante Alighieri non conobbe mai davvero Beatrice Portinari. Chiarisco, per essere pi&#249; precisi, non la conobbe come si conosce una persona destinata a cambiarti la vita. Qualche saluto cortese, uno sguardo timido lungo l&#8217;Arno, un incontro fugace durante una festa cittadina: tutto qui. Il resto &#232; un&#8217;architettura emotiva costruita solo nella memoria, un&#8217;eco di passi in una Firenze medievale che attraversa i secoli.</p><p>E allora legittimo porsi la domanda: il sommo poeta era un ingenuo? Si pu&#242; davvero amare perdutamente qualcuno che si &#232; sfiorato appena, senza averne conosciuto i pensieri pi&#249; intimi? Un attimo, dobbiamo piuttosto considerarlo un uomo dei suoi tempi, figlio di un&#8217;epoca in cui l&#8217;amore era pi&#249; ideale che vissuto, pi&#249; tensione dell&#8217;anima che esperienza quotidiana?</p><p>Per rispondere, occorre fare un passo indietro. Firenze, fine del Duecento: i rapporti sociali sono rigidamente regolati, le famiglie sorvegliano i propri destini e i sentimenti non hanno la libert&#224; improvvisa e caotica che conosciamo oggi. L&#8217;amore cortese, allora, non &#232; semplice finzione poetica: &#232; una pratica spirituale. L&#8217;amato, pi&#249; spesso l&#8217;amata, diventa un segno, un simbolo, un varco attraverso cui l&#8217;anima pu&#242; elevarsi poeticamente. </p><p>In questo quadro, l&#8217;amore di Dante per Beatrice appare meno strano. Non &#232; la storia di una passione consumata, n&#233; quella di un legame reciproco nascosto agli occhi del mondo. &#200; il frutto di una visione, l&#8217;incarnazione di un bisogno profondo: trovare un centro luminoso capace di dare ordine al caos della vita. Beatrice, per Dante, diventa questo centro. Non importa quanto poco la conosca. Ci&#242; che conta &#232; ci&#242; che rappresenta.</p><p>Ma c&#8217;&#232; qualcosa di pi&#249;. Dante non era solo un uomo dei suoi tempi. Era anche un visionario, uno che percepiva nelle pieghe del quotidiano un&#8217;altra dimensione possibile. L&#224; dove molti avrebbero visto una giovane donna gentile e distante, lui intravide una sorta di miracolo terrestre. E da quell&#8217;idea, non certo dalla persona in carne e ossa, nacque un amore che non ha mai smesso di parlare.</p><p>Che fosse ingenuo? Forse. Ma la sua ingenuit&#224; non &#232; debolezza: &#232; una forma di coraggio poetico. &#200; la capacit&#224; di prendere sul serio ci&#242; che la maggior parte di noi liquida come fantasia adolescenziale. Dante decide che Beatrice &#232; la guida che lo condurr&#224; attraverso l&#8217;Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. La elegge a mediatrice tra l&#8217;umano e il divino. Le affida, sicuramente senza chiederle il permesso, la responsabilit&#224; immensa di essere la luce del viaggio pi&#249; celebre della letteratura. </p><p>La Divina Commedia &#232; la prova di questo paradosso: si pu&#242; non conoscere una persona e, tuttavia, costruire grazie a lei un universo interiore. Beatrice, nella sua quasi totale assenza biografica, diventa ci&#242; che la vera vita spesso non concede: un&#8217;idea pura, un ideale, una direzione.</p><p>Dante un ingenuo ma lo era nel modo pi&#249; raro e prezioso, quello che trasforma un saluto educato in un poema eterno. </p><p>E pensare che quel capolavoro alle superiori mi ha anche annoiato. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Votare o Astenersi? Un dilemma democratico
]]></title><description><![CDATA[Tra disillusione e senso civico: perch&#233; la scelta di andare alle urne (o restare a casa) racconta lo stato della nostra democrazia e il rapporto con chi ci governa]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/votare-o-astenersi-un-dilemma-democratico</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/votare-o-astenersi-un-dilemma-democratico</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Wed, 04 Feb 2026 19:08:10 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>&#171;<strong>L&#8217;Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternit&#224; di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perch&#233; se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore</strong>&#187;.</p><p>(Umberto Terracini, Discorso di insediamento alla Presidenza dell&#8217;Assemblea Costituente, 8 febbraio 1947)</p><div><hr></div><p>Indro Montanelli &#232; stato uno dei pi&#249; influenti giornalisti italiani del Novecento, noto per il suo spirito critico e la sua indipendenza di pensiero. Sul tema del voto elettorale, Montanelli &#232; celebre per il suo appello agli italiani in occasione delle elezioni politiche del 1976: &#8220;<strong>Turatevi il naso e votate DC</strong>&#8221;. Questa frase, diventata proverbiale, esprimeva la sua convinzione che, anche in assenza di una classe politica ideale, fosse comunque necessario esercitare il diritto di voto per evitare scenari peggiori.</p><p>Montanelli sosteneva che il voto fosse un atto di responsabilit&#224; civica, da compiere con &#8220;<strong>il cervello lucido</strong>&#8221; e non &#8220;<strong>col fegato grosso</strong>&#8221;, cio&#232; senza lasciarsi guidare dalla rabbia o dalla delusione, ma con razionalit&#224; e senso critico. In un suo editoriale del 1976, scriveva che <em>&#232; importante entrare nel chiuso della cabina col cervello lucido piuttosto che col fegato grosso</em>.</p><p>Pur riconoscendo i limiti e i difetti della classe politica, Montanelli riteneva che l&#8217;astensione fosse una scelta rischiosa, perch&#233; lasciava campo libero a forze potenzialmente dannose per il Paese. Il suo invito a votare, anche &#8220;turandosi il naso&#8221;, era dunque un&#8217;esortazione pragmatica: meglio scegliere il meno peggio che rinunciare del tutto alla partecipazione democratica.</p><p>Montanelli era consapevole delle delusioni e delle difficolt&#224; della politica italiana, ma non ha mai smesso di credere nell&#8217;importanza del voto come strumento di difesa della democrazia e della libert&#224;. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-1" href="#footnote-1" target="_self">1</a></p><p>Il voto &#232; da sempre uno degli strumenti fondamentali della democrazia. In Italia, il diritto di voto &#232; stato conquistato con fatica e sacrificio, come dimostra la storia delle donne che hanno potuto votare solo dal 1946, contribuendo in modo decisivo alla nascita della Repubblica. La Costituzione stessa celebra il voto come atto di consapevolezza civica e di appartenenza allo Stato.</p><p>Tuttavia, oggi molti cittadini si interrogano sul senso di recarsi alle urne. L&#8217;astensionismo cresce, alimentato da una diffusa disillusione verso la politica e i suoi rappresentanti. La pratica del voto, come sottolinea la Fondazione Feltrinelli, &#232; spesso vissuta con stanchezza e scetticismo, e il dibattito pubblico si divide tra chi considera il voto un dovere etico e chi lo vede come un gesto inutile in un sistema percepito come distante. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-2" href="#footnote-2" target="_self">2</a></p><p>Votare significa partecipare attivamente alla vita democratica, esercitare un diritto che &#232; anche una responsabilit&#224;. La storia insegna che l&#8217;astensione pu&#242; favorire la deriva autoritaria e la perdita di rappresentanza. Il voto &#232; uno strumento di controllo e di indirizzo, anche quando la scelta sembra limitata o insoddisfacente. Non votare, invece, equivale a delegare ad altri la propria voce, rinunciando a influenzare le decisioni collettive.</p><p>Inoltre, <strong>il voto &#232; un atto di fiducia</strong> <strong>nel futuro</strong>: anche quando la classe politica appare carente, il gesto di votare pu&#242; essere interpretato come una richiesta di cambiamento, un segnale che la societ&#224; non si arrende all&#8217;indifferenza.</p><p><strong>D&#8217;altro canto, l&#8217;astensione pu&#242; essere una forma di protesta consapevole. </strong>Quando il sistema politico non offre alternative credibili, <strong>quando la distanza tra cittadini e istituzioni diventa abissale, non votare pu&#242; rappresentare una denuncia della crisi della rappresentanza</strong>. Alcuni sostengono che la partecipazione elettorale, in assenza di una classe politica degna, rischi di legittimare un sistema che non risponde pi&#249; ai bisogni reali della societ&#224;.</p><p>La questione della dignit&#224; della classe politica italiana &#232; centrale. Studi recenti mostrano una crescente distanza tra eletti ed elettori, una scarsa capacit&#224; di rappresentare le diverse realt&#224; territoriali e sociali. </p><p>La crisi della rappresentanza, il populismo e la sfiducia nelle istituzioni sono sintomi di un sistema che fatica a rinnovarsi. Tuttavia, <strong>la politica resta il luogo dove si decide il futuro della collettivit&#224;</strong>. La dignit&#224; della classe politica dipende dalla sua capacit&#224; di rispondere alle sfide del presente, di includere e rappresentare le opinioni dei cittadini, di agire per il bene comune.</p><div class="pullquote"><p>Scritto con l&#8217;ausilio di M365 Copilot</p></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-1" href="#footnote-anchor-1" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">1</a><div class="footnote-content"><p>Pansa come Indro:"Votiamo i partititurandoci il naso" | Libero Quotidiano.it -https://www.liberoquotidiano.it/news/general/21164515/pansa-come-indro----votiamo-i-partiti--turandoci-il-naso-/ </p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-2" href="#footnote-anchor-2" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">2</a><div class="footnote-content"><p>Votare o no - Fondazione Giangiacomo Feltrinelli https://fondazionefeltrinelli.it/scopri/votare-o-no/</p><p></p><p></p></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Le mani che ricordano all’umanità chi siamo]]></title><description><![CDATA[Le mani.]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/le-mani-che-ricordano-allumanita</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/le-mani-che-ricordano-allumanita</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Sun, 01 Feb 2026 20:49:21 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Le mani. </p><p>Custodi silenziose del nostro essere, archivio vivente delle emozioni, testimoni del miracolo quotidiano del contatto. Sono loro, prima ancora della voce, a narrarci l&#8217;uno all&#8217;altro.</p><p>Le mani sono il primo dizionario della vita: grazie a loro impariamo a sfiorare il mistero del mondo, a riconoscere il tepore di un volto, la ruvidit&#224; del dolore, la promessa della speranza. Ogni solco, ogni vena, ogni tremito parla una lingua antica: fragilit&#224; e coraggio, esitazione e dono.</p><p>C&#8217;&#232; una geografia segreta nelle carezze. Sono mappe che non segnano territori ma vita interiore. Una carezza non chiede il permesso, &#232; luce sulla soglia. &#200; un gesto che non invade, non pretende, non afferma: accoglie, trasforma un istante in un rifugio.</p><p>Gli abbracci sono architetture del cuore. Cerchi perfetti che si chiudono per creare un dentro che protegge dal fuori. Gli abbracci sono la nostra preghiera laica, la nostra bandiera di pace in un mondo stuprato dalla violenza.</p><p>Noi uomini lupi, noi uomini che feriamo con l&#8217;istruzione e uccidiamo con il potere. Noi costruiamo barriere pi&#249; in fretta di quanto sappiamo costruire dialoghi. </p><p>Coraggio. Un inchino all&#8217;unanimit&#224;, non come resa, ma come riconoscimento reciproco. </p><p>L&#8217;invito all&#8217;umanit&#224; &#232; un esercizio semplice e necessario. &#200; offrire una mano a chi sta scivolando. &#200; sfiorare con dolcezza chi ha dimenticato il proprio valore. &#200; abbracciare quando il mondo pesa troppo. &#200; scegliere di essere calore, in un tempo che rischia di abituarsi al gelo emotivo.</p><p>L&#8217;umanit&#224; non si insegna, si tocca. E tutto inizia, ancora una volta, da una mano.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Le fragilità umane]]></title><description><![CDATA[&#200; curioso come gli esseri umani, cos&#236; convinti di camminare con passo diritto, finiscano invece per inciampare sempre negli stessi sassi, quelli che loro stessi hanno lasciato sul sentiero e che fingono di non vedere, o forse li vedono fin troppo bene e preferiscono credere che la loro presenza sia un colpo del destino e non il naturale risultato delle proprie dimenticanze.]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/le-fragilita-umane</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/le-fragilita-umane</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Fri, 30 Jan 2026 21:21:03 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>&#200; curioso come gli esseri umani, cos&#236; convinti di camminare con passo diritto, finiscano invece per inciampare sempre negli stessi sassi, quelli che loro stessi hanno lasciato sul sentiero e che fingono di non vedere, o forse li vedono fin troppo bene e preferiscono credere che la loro presenza sia un colpo del destino e non il naturale risultato delle proprie dimenticanze. Perch&#233; la fragilit&#224;, malgrado la si consideri spesso un difetto da nascondere come una crepa in una parete appena imbiancata, &#232; in realt&#224; la condizione fondamentale che ci rende vivi, ed &#232; solo voltandosi indietro, quando ormai abbiamo fatto abbastanza strada da non poter pi&#249; tornare indietro, che ci accorgiamo di quanto ogni tremito, ogni esitazione, ogni scelta mancata ci abbia accompagnati come una seconda ombra, forse pi&#249; vera della prima.</p><p>Le fragilit&#224; umane, e qui non parlo di quelle che si declamano nei libri come grandi metafore dell&#8217;esistenza, ma di quelle minuscole e quotidiane, come il timore di dire una parola di troppo, la paura di essere dimenticati o l&#8217;ostinazione nel voler essere ricordati pi&#249; del necessario, si annidano nei luoghi pi&#249; ordinari: nel gesto di chi, pur sapendo di aver sbagliato, aspetta che sia l&#8217;altro a chiedere scusa; nello sguardo di chi teme il silenzio perch&#233; teme di ascoltare se stesso; nella mano che vorrebbe cercarne un&#8217;altra ma resta sospesa a met&#224; strada, come se aspettasse un permesso che nessuno pu&#242; darle.</p><p>E nonostante ci&#242;, o forse proprio per questo, continuiamo a vivere, a muoverci dentro questi confini invisibili che ci restringono e ci liberano allo stesso tempo, e ci ostiniamo a credere che la nostra forza risieda in ci&#242; che abbiamo conquistato, quando invece, se solo avessimo il coraggio di ammetterlo, la nostra autentica grandezza si trova in ci&#242; che abbiamo perso, in ci&#242; che temiamo, in ci&#242; che ci fa tremare le ginocchia ogni volta che tentiamo di essere pi&#249; umani di quanto ci sia stato insegnato a essere.</p><p>Perch&#233; &#232; nelle fragilit&#224; che abita la verit&#224; dell&#8217;uomo, e chi le accetta non diventa pi&#249; forte, ma diventa finalmente capace di guardare la propria vita senza arretrare, come si guarda una casa antica che cade a pezzi, sapendo che sono proprio le sue crepe a raccontarne la storia.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Popolo e la Democrazia che diventa utopia]]></title><description><![CDATA[E il Popolo soffre. Piange lacrime di recessione e disoccupazione e inflazione e perdita di identit&#224; civile.]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/il-popolo-e-la-democrazia-che-diventa</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/il-popolo-e-la-democrazia-che-diventa</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Thu, 29 Jan 2026 11:02:58 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>democrazia</strong> &#232; il <strong>governo del popolo</strong>. </p><p>Populismo, infodemia, le discutibili qualit&#224; civili ed etiche della Politica, l&#8217;esercizio arbitrario e poco costituzionale dei Tre Poteri, ne fanno talvolta una definizione quasi degna di un circolo ricreativo alla domenica pomeriggio.</p><p><strong>E il Popolo soffre. Piange lacrime di recessione e disoccupazione e inflazione e perdita di identit&#224; civile.</strong></p><p>Per pensatori come <strong>Rousseau</strong>, il <strong>popolo &#232; il soggetto titolare della volont&#224; generale</strong>, cio&#232; quella volont&#224; orientata al bene comune e distinta dalla somma degli interessi individuali. In questa prospettiva, il popolo non &#232; una semplice moltitudine, ma una comunit&#224; politica dotata di coscienza collettiva.</p><p>Il popolo pu&#242; essere un antidoto alla <strong>Democratura</strong> solo a precise condizioni. </p><blockquote><p>La <strong>Democratura</strong> &#232; neologismo sincratico ossimorico, costruito a partire dai termini &#8220;democrazia&#8221; e &#8220;dittatura&#8221;, che indica un regime politico sostanzialmente autoritario che per&#242; mantiene, anche se solo formalmente, le apparenze di una democrazia.</p><p>https://it.wikipedia.org - Democratura (politica) - Wikipedia</p></blockquote><p>Occorre una <strong>Consapevolezza civica</strong>: con un popolo poco informato e critico, la democratura si rafforza. Una <strong>Partecipazione reale</strong>: non basta votare ma servono spazi di dialogo, associazionismo, pluralismo culturale. Una <strong>Resistenza culturale</strong>: il popolo non deve accettare retoriche semplificate, propaganda o riduzione della complessit&#224;.</p><p>La storia dimostra tristemente che <strong>un popolo manipolato, impoverito culturalmente o trattato come massa pu&#242; diventare uno strumento</strong> utile alla <strong>Democratura</strong>.</p><p>La Democrazia &#232; un ecosistema di equilibri delicati che richiede consapevolezza etica e responsabilit&#224; civile.</p><p><strong>Norberto Bobbio</strong> ha scritto che <strong>la democrazia &#232; il luogo del potere pubblico </strong>in pubblico, sottolineando l&#8217;importanza della trasparenza come condizione essenziale del patto sociale&#185;.</p><p>Altri filosofi hanno insistito su aspetti differenti: <strong>Hannah Arendt </strong>ha messo al <strong>centro la pluralit&#224; come condizione della politica</strong>, perch&#233; solo nella diversit&#224; degli individui pu&#242; generarsi quello spazio di libert&#224; che alimenta la vita democratica&#178;.</p><p><strong>John Stuart Mill</strong> (1806 - 1873 &lt; filosofo ed economista britannico, uno dei massimi esponenti del liberalismo e dell'utilitarismo e membro del Partito Liberale), ha evidenziato <strong>la necessit&#224; di proteggere la libert&#224; di espressione come antidoto al conformismo </strong>e al dominio della maggioranza&#179;.</p><p>Gli intellettuali contemporanei si dividono tra chi vede nella democrazia rappresentativa uno <strong>strumento ancora vitale</strong> e chi, invece, la considera <strong>logorata da populismi</strong>, disinformazione e algoritmi capaci di influenzare le scelte politiche.</p><p><strong>J&#252;rgen Habermas</strong> (1929 - filosofo, sociologo, politologo ed epistemologo tedesco, tra i principali esponenti della Scuola di Francoforte), insiste sulla centralit&#224; del discorso pubblico come luogo di formazione dell&#8217;opinione collettiva, mentre <strong>Amartya Sen</strong> considera <strong>la democrazia non solo un fine, ma un mezzo per prevenire ingiustizie e carestie</strong> attraverso la partecipazione e il dibattito aperto&#8308;.</p><p>Se mi chiedete: l&#8217;Italia &#232; una Democrazia? Rispondo pronunciando un nome a caso, Aldo Moro. </p><p>Se mi chiedete: l&#8217;America &#232; una Democrazia? Rispondo con quanto ho trovato grazie alla I.A. di M365 CoPilot. E facendo riferimento all&#8217;episodio del bambino di 5 anni, la cui foto &#232; ovunque.</p><blockquote><p><strong>Cosa dicono le testate giornalistiche americane (e internazionali)</strong></p><p>Dalle ricerche risultano diversi articoli che descrivono il caso del bambino di 5 anni, Liam, fermato dagli agenti dell&#8217;ICE e trasferito in un centro di detenzione in Texas. Le critiche pi&#249; forti &#8212; talvolta riportate attraverso giornali statunitensi citati dalle fonti italiane &#8212; riguardano:</p><p><strong>1. Uso del bambino come &#8220;esca&#8221;</strong></p><p>Secondo varie ricostruzioni, citate anche come provenienti da fonti investigative statunitensi tra cui The Washington Post, gli agenti avrebbero utilizzato il bambino come strumento operativo per indurre i familiari ad aprire la porta o uscire dall&#8217;abitazione.</p><p>Questa accusa solleva pesanti critiche di carattere etico e legale. 1</p><p><strong>2. Pratiche dell&#8217;ICE considerate traumatiche e non necessarie</strong></p><p>Molti articoli evidenziano che l&#8217;uso di minori in operazioni federali &#232; giudicato da esperti e commentatori come potenzialmente traumatico, contrario ai diritti dell&#8217;infanzia e sproporzionato rispetto agli obiettivi di enforcement. 1</p><p><strong>3. Indignazione pubblica e proteste negli Stati Uniti</strong></p><p>L&#8217;episodio ha provocato proteste diffuse a Minneapolis, alimentate anche dalla circolazione delle immagini del bambino terrorizzato e trattenuto dagli agenti.</p><p>Le manifestazioni sono state organizzate da cittadini, associazioni e attivisti dei diritti umani. 2</p><p><strong>4. Versioni contrastanti tra autorit&#224; e scuola</strong></p><p>La sovrintendente del distretto scolastico locale, Zena Stenvik, ha criticato duramente l&#8217;operato dell&#8217;ICE, sostenendo che il bambino non doveva essere coinvolto e che la famiglia non aveva ordini di espulsione.</p><p>Le autorit&#224; federali, al contrario, negano l&#8217;arresto del minore e sostengono che il padre abbia abbandonato il figlio durante la fuga.</p><p>Le testimonianze divergenti alimentano ulteriori critiche giornalistiche sul comportamento dell&#8217;ICE. 3</p><p>Bibliografia:</p><p>1- <a href="https://orizzonteinsegnanti.it/agenti-usa-bambino-esca-arresti-immigrazione/">https://orizzonteinsegnanti.it/agenti-usa-bambino-esca-arresti-immigrazione/</a></p><p>1- <a href="https://orizzonteinsegnanti.it/agenti-usa-bambino-esca-arresti-immigrazione/">https://orizzonteinsegnanti.it/agenti-usa-bambino-esca-arresti-immigrazione/</a></p><p>2- <a href="https://it.euronews.com/2026/01/24/stati-uniti-migliaia-sfidano-il-freddo-per-protestare-contro-lice-e-larresto-di-un-bimbo-d">https://it.euronews.com/2026/01/24/stati-uniti-migliaia-sfidano-il-freddo-per-protestare-contro-lice-e-larresto-di-un-bimbo-d</a></p><p>3- <a href="https://roboreporter.it/2026/01/26/il-caso-di-liam-un-bambino-di-5-anni-al-centro-del-dibattito-sullimmigrazione-usa/">https://roboreporter.it/2026/01/26/il-caso-di-liam-un-bambino-di-5-anni-al-centro-del-dibattito-sullimmigrazione-usa/</a></p></blockquote><p></p><p><strong>Note</strong></p><p>1. N. Bobbio, Il futuro della democrazia, Einaudi.</p><p>2. H. Arendt, Vita activa, Bompiani.</p><p>3. J.S. Mill, Sulla libert&#224;, varie edizioni.</p><p>4. A. Sen, La democrazia degli altri, Mondadori.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il referendum sulla separazione delle carriere: il Popolo italiano è davvero pronto?]]></title><description><![CDATA[A marzo 2026 gli italiani saranno chiamati a esprimersi su una delle riforme pi&#249; delicate e divisi]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/il-referendum-sulla-separazione-delle</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/il-referendum-sulla-separazione-delle</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Mon, 26 Jan 2026 19:14:52 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>A marzo 2026 gli italiani saranno chiamati a esprimersi su una delle riforme pi&#249; delicate e divisive della storia repubblicana: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Ma il popolo italiano &#232; davvero pronto ad assumersi questa responsabilit&#224;? </p><p>Il fatto che &#8220;separazione delle carriere&#8221; sia stata tra le ricerche Google pi&#249; frequenti nel 2025 &#232; un segnale positivo di attenzione ma non necessariamente di assimilazione culturale. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-1" href="#footnote-1" target="_self">1</a></p><p>Il mio parere &#232; che il Popolo costituzionalmente sovrano che siamo, non si scomoder&#224; per trovare le &#8220;energie&#8221; giuridiche e politiche utili a comprendere il quesito referendario e le relative conseguenze in caso si &#8220;s&#236;&#8221; e &#8220;no&#8221;. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-2" href="#footnote-2" target="_self">2</a></p><p>La Politica deve avere una sola missione e deve essere quella del <strong>bene comune, </strong>la Politica non specula e non padroneggia con il Popolo, non asservisce il Popolo per i suoi scopi e fini, non ne usa la giustificabile incapacit&#224; cognitiva: non si pu&#242; essere sempre in grado di analizzare razionalmente e scientemente quanto frettolosamente si apprende o si legge. </p><p>La maggioranza e l&#8217;opposizione non riusciranno a spiegare le giuste motivazioni sinch&#233; non si libereranno dei rispettivi retaggi culturali. Esiste ancora una sinistra o &#232; morta con Berlinguer? La destra sino a che livello di insensibilit&#224; morale pu&#242; spingersi?</p><p>La riforma non si limita a una modifica organizzativa: interviene sul &#8220;sistema nervoso&#8221; dello Stato di diritto, ridefinendo il ruolo del Consiglio Superiore della Magistratura, introducendo due percorsi professionali distinti e una nuova Alta Corte disciplinare. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-3" href="#footnote-3" target="_self">3</a></p><p>Il dibattito &#232; tecnico, spesso intriso di terminologia giuridica e riferimenti costituzionali che non sempre risultano accessibili al cittadino medio. Secondo i sondaggi, il 57,8% degli elettori ammette di non sapere di cosa si tratti, mentre solo il 70,9% di chi &#232; informato si dichiara favorevole alla riforma. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-4" href="#footnote-4" target="_self">4</a></p><p>Questo dato evidenzia una distanza tra la complessit&#224; della norma e la capacit&#224; di comprensione diffusa. </p><p>Il referendum costituzionale, previsto dall&#8217;articolo <strong>138 della Costituzione</strong>, non prevede quorum: ogni voto espresso &#232; valido e contribuisce direttamente all&#8217;esito finale. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-5" href="#footnote-5" target="_self">5</a></p><p>Questo rafforza la responsabilit&#224; individuale ma espone anche il processo decisionale al rischio di superficialit&#224; e polarizzazione. La cultura civica italiana, storicamente segnata da una partecipazione altalenante e da una fiducia intermittente nelle istituzioni.</p><p>Il dibattito pubblico &#232; spesso semplificato dai media e strumentalizzato dalle forze politiche. Le ragioni del &#8220;s&#236;&#8221; puntano sulla terziet&#224; del giudice e sulla modernizzazione del sistema, mentre il fronte del &#8220;no&#8221; teme una perdita di autonomia e il rischio di ingerenze politiche. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-6" href="#footnote-6" target="_self">6</a></p><p>In questo contesto, la capacit&#224; del cittadino di orientarsi tra pro e contro dipende dalla qualit&#224; dell&#8217;informazione ricevuta e dalla sua alfabetizzazione giuridica. Il fatto che &#8220;separazione delle carriere&#8221; sia stata tra le ricerche Google pi&#249; frequenti nel 2025 &#232; un segnale positivo di attenzione, ma non necessariamente di comprensione. <a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-7" href="#footnote-7" target="_self">7</a></p><p>Il popolo italiano ha dimostrato, in altre occasioni, di saper affrontare scelte complesse. Tuttavia, la responsabilit&#224; del referendum sulla separazione delle carriere richiede uno sforzo supplementare di informazione, formazione e consapevolezza critica. </p><p></p><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-1" href="#footnote-anchor-1" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">1</a><div class="footnote-content"><p>https://www.famigliacristiana.it/attualita/legalita-giustizia/giustizia-separazione-carriere-significato-magistratura-riforma-nordio-referendum-tsrkzytm</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-2" href="#footnote-anchor-2" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">2</a><div class="footnote-content"><p>https://pagellapolitica.it/articoli/testo-quesito-referendum-costituzionale-giustizia-separazione-carriere-magistrati</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-3" href="#footnote-anchor-3" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">3</a><div class="footnote-content"><p>https://www.famigliacristiana.it/attualita/legalita-giustizia/giustizia-separazione-carriere-significato-magistratura-riforma-nordio-referendum-tsrkzytm</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-4" href="#footnote-anchor-4" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">4</a><div class="footnote-content"><p>https://www.ilsole24ore.com/art/referendum-giustizia-cosa-dicono-sondaggi-sull-orientamento-italiani-AHZlMoTD</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-5" href="#footnote-anchor-5" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">5</a><div class="footnote-content"><p>https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_costituzionale_in_Italia_del_2026</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-6" href="#footnote-anchor-6" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">6</a><div class="footnote-content"><p>https://www.laleggepertutti.it/769009_referendum-separazione-carriere-pro-e-contro</p></div></div><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-7" href="#footnote-anchor-7" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">7</a><div class="footnote-content"><p>Referendum separazione carriere: pro e contro - https://www.laleggepertutti.it/769009_referendum-separazione-carriere-pro-e-contro</p></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Che la pace sia con noi]]></title><description><![CDATA[C&#8217;&#232; un vento sottile che attraversa le strade, portando con s&#233; il rumore delle sirene e il pianto straziato di chi resta.]]></description><link>https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/che-la-pace-sia-con-noi</link><guid isPermaLink="false">https://iltestimonequotidiano.substack.com/p/che-la-pace-sia-con-noi</guid><dc:creator><![CDATA[Il Testimone Quotidiano]]></dc:creator><pubDate>Thu, 22 Jan 2026 19:06:30 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-6jW!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Faac8d917-7108-4a4f-8e26-b875e589b2b7_500x500.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;&#232; un vento sottile che attraversa le strade, portando con s&#233; il rumore delle sirene e il pianto straziato di chi resta. Ogni giorno, il mondo sembra sanguinare: femminicidi, omicidi, ragazzi che si accoltellano per gelosia, come se l&#8217;amore fosse diventato una lama e la vita un gioco crudele. Ci siamo abituati a leggere la tragedia come fosse cronaca, a scorrere titoli che divorano volti, storie, sogni. </p><p>Quando abbiamo smesso di credere nella parola? Forse &#232; accaduto mentre confondevamo la libert&#224; con l&#8217;indifferenza, l&#8217;amore con il possesso. Cos&#236;, giorno dopo giorno, la violenza si &#232; fatta lingua e noi, muti, abbiamo imparato a parlarla.</p><p>&#8220;Che la pace sia con noi&#8221;. La pace &#232; una scelta fragile, quotidiana, che chiede coraggio. Coraggio di fermare la mano prima che colpisca, di respirare prima che l&#8217;ira diventi parola, di ascoltare prima che il giudizio diventi condanna. Coraggio di insegnare la gentilezza, di ricordare che la forza non &#232; dominio, ma protezione.</p><p>I social diventano arene e la realt&#224; si trasforma in un campo di battaglia dove vince chi colpisce di pi&#249;. Ma non possiamo arrenderci. Dobbiamo diventare semi di luce piantati nel buio.</p><p>Ogni vita &#232; sacra. </p><p>Che la pace sia con noi. Oggi, domani, sempre.</p>]]></content:encoded></item></channel></rss>